La carta è morta?

Un amore sbocciato, cullato e poi alimentato giorno dopo giorno.

Durante la mia decennale esperienza in tipografia, ho avuto il privilegio di immergermi nella vasta gamma di tipologie di carta disponibili per la stampa dei progetti.

È sorprendente come ogni tipo di carta rifletta valori e esperienze uniche in modo quasi inconscio.
Questa profonda comprensione mi ha portato a riconoscere che la scelta della carta è molto più di una decisione tecnica; è un passo fondamentale nella creazione dell’identità di un brand.

La scelta della carta diventa così parte integrante del processo di brand identity.
Ogni dettaglio conta e contribuisce a comunicare chi sei e ciò che rappresenti.

Ogni progetto stampato è da considerarsi un’opera d’arte tattile in cui ogni decisione sulla carta è un passo verso la creazione non solo un’esperienza unica per il tuo pubblico, ma soprattutto di connessione con esso.

In che modo?
Faccio qualche esempio.

  • La carta patinata può aggiungere un tocco di eleganza, mentre una carta riciclata comunica un impegno verso la sostenibilità.
  • La texture della carta – liscia, “rigata” o “martellata” – può apportare profondità e autenticità al messaggio.
  • Il suo peso influisce direttamente sulla percezione di solidità e qualità del prodotto stampato.

Infine, le finiture speciali, come l’embossing o la laminazione, donano un tocco di preziosità e ricerca donando emozioni semplicemente al tatto.

Insomma, rappresenta la voce silenziosa che canta la storia dei tuoi progetti.

Per me resta un valore aggiunto del processo di evoluzione dell’identità di marca!

E son convinto che la carta non è morta.

Anzi, in un mondo dove l’AI cresce a dismisura, sta diventando ormai una nicchia sempre più piccola, e può trasformarsi nel fattore X che può elevare l’esperienza con il tuo brand!

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